Calcolatore HOMA-IR (e QUICKI dagli stessi due valori)

Due valori di un prelievo a digiuno — glicemia e insulina — danno un indice di quanta fatica sta facendo il pancreas per tenere quella glicemia dov’è.

µIU/ml (equivale a mIU/l)

Che cosa si considera basso, moderato e alto

  • Sotto tutti i valori di taglio pubblicati — below 2.05
  • Tra i valori di taglio pubblicati — 2.05–2.76
  • Sopra i limiti superiori pubblicati — 2.77 or more

Valori di riferimento: No international cut-off exists. 2.05 = optimal against metabolic syndrome in EPIRCE, Spain (Gayoso-Diz et al., BMC Endocr Disord 2013); 2.77 = lower limit of the top quintile in the Bruneck Study, Italy (Bonora et al., Diabetes 1998). Published cut-offs elsewhere range from about 1.8 to 3.9. Your laboratory reference range wins

Formula: Matthews et al., Diabetologia 1985. HOMA-IR = insulin (µIU/mL) × glucose (mmol/L) ÷ 22.5, equivalently ÷ 405 with glucose in mg/dL. QUICKI = 1 ÷ (log₁₀ insulin + log₁₀ glucose in mg/dL), Katz et al., J Clin Endocrinol Metab 2000

Che cos’è l’HOMA-IR

HOMA sta per homeostatic model assessment. Lo pubblicarono Matthews e colleghi su Diabetologia nel 1985 per stimare due cose — l’insulino-resistenza e la funzione delle cellule beta — da un solo prelievo a digiuno, in un’epoca in cui l’alternativa era il clamp euglicemico iperinsulinemico, che richiede ore e un ospedale.

Il ragionamento è semplice. In un sistema che funziona, una certa quantità di insulina tiene la glicemia a digiuno a un certo livello. Se la tua glicemia è normale ma l’insulina è alta, il corpo sta pagando più del dovuto per tenerla lì. L’HOMA-IR è il prodotto dei due valori, riscalato in modo che un adulto giovane e sano risulti intorno a uno.

È questo che di solito si cerca digitando calcolatore insulino resistenza. Ed è il motivo per cui il valore dell’insulina conta tanto: la glicemia a digiuno da sola non distingue un corpo che se la cava con facilità da uno che sta compensando a fatica.

La formula, nelle due unità di misura

Con la glicemia in mg/dl, come la referta praticamente ogni laboratorio italiano, l’HOMA-IR è l’insulina a digiuno in µIU/ml moltiplicata per la glicemia a digiuno, diviso 405. Con la glicemia in mmol/l la stessa relazione usa 22,5, perché 405 diviso 18,0156 (i mg/dl che stanno in un mmol/l di glucosio) fa proprio 22,5. Il calcolatore accetta entrambe e converte internamente, quindi le due strade danno lo stesso numero.

Il QUICKI, quantitative insulin sensitivity check index, si ricava dalla stessa coppia di valori: uno diviso la somma dei logaritmi in base dieci dell’insulina e della glicemia in mg/dl. Lo pubblicarono Katz e colleghi nel 2000 e si comporta meglio dell’HOMA-IR nella parte alta della sensibilità, per questo lo mostriamo accanto. QUICKI più alto significa più sensibile; HOMA-IR più alto significa meno.

L’insulina deve essere a digiuno e in µIU/ml, che molti laboratori scrivono mIU/l: sono numericamente identiche.

Le fasce, e perché non sono una diagnosi

Non esiste un valore di taglio dell’HOMA-IR condiviso a livello internazionale. Nessuna società scientifica ne definisce uno come l’American Diabetes Association fa per l’emoglobina glicata. Esiste una serie di studi di popolazione, ognuno con il proprio limite superiore di normalità nel gruppo studiato, e quei limiti cambiano con l’etnia, l’età, la composizione corporea e — fatto decisivo — con il dosaggio dell’insulina usato dal laboratorio, che non è standardizzato tra produttori come quello della glicemia.

I due confini su questa pagina sono valori pubblicati e attribuiti, non un’opinione della casa: quello inferiore separava meglio le persone con e senza sindrome metabolica in un ampio studio spagnolo, quello superiore è il limite inferiore del quintile più alto nello studio Bruneck, una coorte altoatesina. Entrambi sono stampati con la citazione sotto la scala. Servono a orientarsi, nient’altro: se accanto al risultato dell’insulina il laboratorio ha stampato il proprio intervallo di riferimento, vince quello.

Gli autori dell’articolo originale furono espliciti anche sulla precisione: riportarono una variabilità abbastanza ampia da limitarne l’uso. Una differenza di pochi centesimi tra due prelievi è rumore. E per lo stesso problema dei dosaggi, un HOMA-IR di un laboratorio non va confrontato con quello di un altro: conta l’andamento del tuo valore nello stesso laboratorio.

Quando l’HOMA-IR non si applica

Il modello presuppone che il pancreas produca ancora insulina e risponda al glucosio. Non vale quindi nel diabete di tipo 1, nel tipo 2 avanzato con perdita importante delle cellule beta, e in chi fa insulina: quella misurata è in parte quella iniettata.

Serve poi un prelievo davvero a digiuno, di norma otto-dodici ore. Un campione preso dopo colazione un numero lo dà, ma è il numero sbagliato. Anche una malattia acuta, uno sforzo intenso recente e la gravidanza lo spostano.

Se l’insulina a digiuno non riesci a farti prescrivere, l’indice TyG stima la stessa cosa da trigliceridi e glicemia, due valori già presenti su un profilo lipidico di routine.

Cosa fare con un valore alto

Un HOMA-IR alto è l’inizio di una conversazione, non un verdetto. La prima cosa da sapere è se è costante, il che significa ripetere l’esame invece di agire su una lettura sola.

La leva alimentare più legata all’insulina a digiuno è la quantità di carboidrati che arriva tutta insieme, cioè quello che misura il calcolatore del carico glicemico. Conta anche il muscolo, perché è lì che finisce la maggior parte del glucosio: ne parla come la massa muscolare influenza l’assorbimento del glucosio. E per come si sente l’insulino-resistenza da dentro c’è l’autovalutazione dei segnali.

Domande frequenti

Qual è un valore normale di HOMA-IR?

Non c’è una risposta condivisa, e qualunque sito te ne dia una senza dirlo sta forzando le prove. Le fasce di questa pagina vengono da studi di popolazione citati sotto la scala. L’intervallo del tuo laboratorio è più affidabile di qualunque valore pubblicato, perché i dosaggi dell’insulina cambiano da produttore a produttore.

Devo essere a digiuno per il prelievo?

Sì, di norma otto-dodici ore. Entrambi i valori della formula sono definiti a digiuno, e un’insulina non a digiuno gonfia parecchio il risultato.

La mia insulina è refertata in pmol/l. Cosa inserisco?

Convertila prima in µIU/ml e inserisci quel numero. Il fattore è circa sei, ma il valore esatto dipende dallo standard a cui è riferito il dosaggio: fattelo dire dal laboratorio invece di prenderlo da un sito. Se il referto usa mIU/l puoi inserirlo così com’è, perché mIU/l e µIU/ml sono la stessa cosa.

Che differenza c’è tra HOMA-IR e QUICKI?

Usano gli stessi due valori e descrivono la stessa cosa da direzioni opposte. L’HOMA-IR sale quando aumenta la resistenza, il QUICKI quando aumenta la sensibilità. Il QUICKI comprime la scala con i logaritmi, il che lo rende più stabile nella parte sana.

Un calcolatore insulino resistenza basta per avere una diagnosi?

No. L’HOMA-IR è un indice di ricerca, validato contro gli studi con clamp a livello di popolazione, e non è un test diagnostico. Serve a orientarsi e a seguire l’andamento, e va portato al medico insieme agli altri esami.

Da leggere dopo

Altri calcolatori

Calcolatori gratuiti per glicemia, indice glicemico e insulino-resistenza

Questo calcolatore ha scopo informativo e non è una diagnosi. Non sostituisce un esame del sangue né il parere del medico. Se un risultato ti preoccupa, o se hai dei sintomi, porta i numeri a un medico invece di agire da solo.